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Instabilità di Spalla: Diagnosi e Trattamenti Conservativi e Chirurgici

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Instabilità di Spalla: Diagnosi e Trattamenti Conservativi e Chirurgici

Instabilità della spalla

L’instabilità di spalla è una condizione in cui l’articolazione della spalla perde la sua capacità di mantenere una posizione stabile, portando a movimenti anomali della testa dell’omero rispetto alla cavità glenoidea della scapola. Può manifestarsi come lussazione (spostamento completo dell’omero dalla sua sede) o come sublussazione (spostamento parziale). L’instabilità può essere causata da traumi, lesioni dei legamenti, fattori genetici o debolezza muscolare.

Diagnosi dell’Instabilità di Spalla

La diagnosi di instabilità di spalla si basa su una combinazione di valutazione clinica e esami strumentali:

  1. Anamnesi e esame fisico:
    • Il medico raccoglie informazioni sulla storia del paziente, eventuali traumi precedenti e sintomi riferiti (dolore, sensazione di “spalla che scivola” o “blocchi”).
    • Vengono eseguiti test specifici per verificare la stabilità dell’articolazione.
  2. Imaging:
    • Radiografie: per escludere fratture o danni ossei.
    • Risonanza magnetica con contrasto (artroRMN): permette di visualizzare i danni ai legamenti, alla cuffia dei rotatori e ai tessuti molli.
    • TAC con valutazione PICO: per esaminare accuratamente l’eventuale danno glenoideo 

Trattamenti Conservativi

Nella maggior parte dei casi, l’instabilità di spalla può essere trattata inizialmente con approcci conservativi, mirati a migliorare la stabilità e ridurre i sintomi.

  1. Fisioterapia:
    • Gli esercizi di riabilitazione sono fondamentali per rafforzare i muscoli che supportano la spalla, in particolare il deltoide e i muscoli della cuffia dei rotatori.
    • Il rafforzamento muscolare aiuta a migliorare la stabilità articolare e a prevenire recidive.
    • Il ripristino della propriocezione (capacità di percepire la posizione della spalla nello spazio) è un altro obiettivo della fisioterapia.
  2. Immobilizzazione:
    • Nei casi acuti, può essere necessario immobilizzare la spalla con un tutore per limitare il movimento e permettere ai tessuti di guarire.
    • La durata dell’immobilizzazione varia a seconda della gravità del trauma e dei sintomi.
  3. Farmaci:
    • Gli antifiammatori non steroidei (FANS) sono utilizzati per ridurre il dolore e l’infiammazione.
    • In alcuni casi, possono essere prescritti muscolorelassanti per alleviare la tensione muscolare.
  4. Iniezioni di corticosteroidi:
    • Se il dolore è persistente, le iniezioni di corticosteroidi possono ridurre l’infiammazione e migliorare temporaneamente la funzionalità della spalla.

Trattamenti chirurgici

Quando i trattamenti conservativi non sono efficaci o l’instabilità di spalla è grave (come nelle lussazioni ricorrenti o nei danni ai legamenti), può essere necessario un intervento chirurgico. Gli approcci chirurgici variano in base alla causa dell’instabilità e alla gravità del danno.

  1. Chirurgia artroscopica: intervento di Bankart
    • L’intervento di Bankart artroscopica è una tecnica minimamente invasiva che consente di:
      • Riparare i legamenti danneggiati (come il legamento gleno-omerale).
      • Rimuovere o riparare il labbro glenoideo (un tessuto fibrocartilagineo che aiuta a stabilizzare l’articolazione).
      • Ritensionare la capsula articolare.
  2. chirurgica open: Latarjet.

Questa chirurgia è particolarmente indicata per i pazienti con  deficit ossei glenoidei significativi, una condizione che rende difficile il mantenimento della stabilità della spalla. E’ una procedura chirurgica complessa che prevede il trasferimento di una parte dell’osso della coracoide (un piccolo osso situato nella parte anteriore della scapola) nella porzione anteriore della glena, ovvero dove è presente il deficit osseo. 

Conclusioni

L’instabilità di spalla può variare in gravità e richiedere trattamenti diversi a seconda delle condizioni specifiche del paziente. I trattamenti conservativi, come la fisioterapia e l’uso di farmaci, sono spesso sufficienti nei casi meno gravi, mentre nei casi più complessi può essere necessario un intervento chirurgico per ripristinare la stabilità e migliorare la qualità della vita del paziente. La scelta del trattamento dipende da vari fattori, tra cui l’età del paziente, il grado di instabilità e la causa sottostante del problema.

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